Omicidio a Easttown- miniserie HBO con Kate Winslet

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Mare of Easttown- Omicidio a Easttown
Mare of Easttown- Omicidio a Easttown
Locandina di Omicidio a Easttown

Carissimi lettori, un caldo saluto a tutti voi.

In questa estate indecisa tra il caldo torrido e le piogge torrenziali, ho il piacere di presentarvi una miniserie americana che ha già ottenuto grande consenso di pubblico, sia in Italia che all’estero. Recensioni positive e ottime valutazioni ne hanno infatti preceduto la programmazione nel nostro paese, confermandola come serie di successo.

Sul palinsesto Sky già da un paio di mesi, “Omicidio a Easttown”, con la regia di Craig Zobel e con protagonista Kate Winslet, è una serie tv di genere giallo/thriller con diverse sfumature interessanti.

Mare of Easttown- Omicidio a Easttown
Scena di Omicidio a Easttown

Ambientata a Easttown, paesino della Pennsylvania, la storia si configura come un classico giallo d’appendice: segreti che serpeggiano tra sguardi eloquenti, ma dai contenuti ignoti e relazioni che si intrecciano in trame complesse tutte da scoprire. È in questo contesto denso di mistero che si sviluppano le dinamiche tra i personaggi, finché, una sera, la rabbia e i rancori esplodono nell’efferato omicidio di Erin (Cailee Spaeny), giovane donna ritrovata senza vita tra le acque del torrente.

Sarà la detective Mare Sheehan, interpretata da una sempre bravissima Kate Winslet, a occuparsi delle indagini, in un percorso alla scoperta della verità in cui non mancano colpi di scena e spunti intriganti, in grado di tenere il pubblico incollato allo schermo fino alla risoluzione del caso.

La sceneggiatura, curata da Brad Ingelsby, e la fotografia, nelle abili mani di Ben Richardson, riescono a tradurre, nei colori e nelle ambientazioni, i sentimenti rarefatti che dominano i personaggi. Nessuno sembra essere davvero felice, la tristezza aleggia greve nell’aria e nelle tinte monocorde dei paesaggi e dei vicoli.

Mare of Easttown- Omicidio a Easttown
Scena di Omicidio a Easttown

Omicidio a Easttown”, pur avendo una trama non particolarmente originale, in quanto somigliante ad altre produzioni televisive e letterarie, riesce sin dalla prima puntata a catturare lo spettatore. È interessante per questo provare ad analizzarne la struttura in modo più attento, per comprendere quali siano le sue effettive carte vincenti.

Al di là della trama quindi, che appassiona e aggancia immediatamente la curiosità, è sicuramente il cast di ottimo livello a rivelarsi prezioso e all’altezza delle aspettative. Spiccano, infatti, diversi nomi di una certa levatura, in grado di dare un valore aggiunto alla vicenda e alla caratterizzazione dei personaggi.

Primo fra tutti compare il nome di Kate Winslet, nota attrice dalla bravura insindacabile. Se da una parte si lascia abilmente plasmare dal regista, dall’altra riesce sempre a far proprio il personaggio, valorizzandone il profilo e dimostrando, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’innata abilità nello sviscerarne l’emotività intima e sofferente. Donna dal carattere ruvido, complesso e dalle profonde crepe interiori, l’attrice ce ne offre una lettura convincente e interessante.

La stonatura che ho trovato più rilevante, specialmente in alcuni passaggi, è l’eccessiva presenza di Mare sulla scena. In alcuni momenti, appare quasi ingombrante, quasi sul punto di adombrare le altre figure presenti, fino a risultare persino stucchevole. Tuttavia questo limite rimane piuttosto marginale, dato che i suoi colleghi riescono comunque a emergere in bravura e in intensità di recitazione, sempre credibili e coerenti con la storia.

Divertenti e perfette per alleggerire le atmosfere, spesso cariche di tensione, sono le interazioni tra Mare e la madre Helen, qui interpretata dall’attrice Jean Smart, perfetta nel suo ruolo. Ironiche e a loro agio sia nelle situazioni ombrose che in quelle più leggere, le due attrici danno alla storia quel giusto equilibrio umoristico, che non rende la trama eccessivamente buia e pesante. Portano così in scena un bellissimo lato della natura umana: un rapporto delineato da affetto e complicità, rivelato più negli atteggiamenti che nelle parole.

Il cast di “Omicidio a Easttown” vede anche altri nomi decisamente di rilievo, come l’attore televisivo e cinematografico Guy Edward Pearce, nel ruolo di Richard Ryan, il fidanzato di Mare,  l’attrice Julianne Nicholson, alias Lori Ross, amica di lunga data dell’investigatrice, e pure Evan Peters, perfettamente calato nel personaggio del detective Colin.

Interessanti inoltre, le figure più giovani, alcune già viste in altre produzioni, che denotano una competenza artistica in continua crescita. Nomi come Angourie Rice, conosciuta già nel ruolo di Betti Brant in Spider-man, oppure Cameron Mann, giovanissimo, ma già perfettamente in grado di valorizzare il proprio tormentato personaggio.

Mare of Easttown- Omicidio a Easttown
Scena di Omicidio a Easttown

Omicidio a Easttown” è un percorso che si muove su diversi livelli: se la morte di Erin introduce lo spettatore entro le dinamiche più personali e segrete degli abitanti, è il viaggio interiore della protagonista a guidarne il passo. Mare, con il suo faticoso passato, atterrito dalla dipendenza da sostanze del figlio e dal successivo suicidio, impegnata nella richiesta per l’affidamento del nipote ed affaticata dal difficile rapporto con la figlia adolescente, apre pian piano lo sguardo del pubblico sui propri vissuti, rivelando quella crepa interiore che tanto ha segnato la fisionomia caratteriale della donna.

Il filo conduttore di tutti gli eventi, prima appena percettibile poi sempre più evidente e incalzante, rimane il faticoso rapporto tra madre e figlio. Ogni donna coinvolta nella vicenda pare portare la propria esperienza, spesso lacerante, rivelandone sfumature che amplificano i significati e aprono a nuove letture e interpretazioni. Sono madri straziate da una solitudine profonda, nella continua ricerca di riscatto e serenità.

È proprio la tridimensionalità che viene data al tema che mi ha colpito in modo particolare, vero fuoco di tutta la storia… la stessa Erin, ragazza madre, cerca soluzioni affinché il suo bimbo non venga trascurato, dimenticato dal padre che li ha abbandonati a se stessi.

L’autore scava entro le viscere delle delicate dinamiche che si intrecciano nel rapporto tra una donna e il proprio figlio, cercando di approfondirne tonalità e contraddizioni.

È proprio questo aggancio a tenere legata tutta la trama, che trova il suo climax in un’intensa e dolorosa scena che vede al centro Mare e Lori. Tutto quel peso, che puntata dopo puntata abbiamo solamente avvertito, quasi implode in questo passaggio che ne libera tutta la gravità… in un abbraccio tra le uniche due donne che potevano davvero comprendersi l’una con l’altra, nella loro maternità agonizzante e dall’amaro sapore di perdita e rassegnazione.

In conclusione, mi sento di consigliarvi questa serie tv di ottima fattura. Sperando di avervi un po’ incuriositi, rimango nell’attesa di conoscere il vostro parere. Saluto caldamente tutti voi e vi do appuntamento alle prossime recensioni su Monlaw.it.

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