Cuorebomba di Dario Levantino- solo la cultura ci può salvare

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#Titolo: Cuorebomba
#Autore: Dario Levantino
#Pagine: 266
#Casa Editrice: Fazi
#Prezzo: 16,00€

Vi do il benvenuto oggi presentandovi un libro che ho appena terminato e che, sin da subito, ha attirato la mia attenzione: Cuorebomba. Guardandolo attraverso una vetrina, con il suo titolo ad effetto e la sua copertina raffigurante un bambino che sperimenta un salto a bomba nell’immensità di un cielo azzurro, ho avuto la sensazione che volesse essere aperto, sfogliato e scoperto nella sua intensità.

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Cuorebomba di Dario Levantino, edito da Fazi Editori, è un romanzo attento, dalla narrazione fluida e introspettiva, in grado di toccare corde emotive intime che emozionano ed invitano alla riflessione.

“Vista dai tetti, Palermo è come una rosa selvatica senza spine.
I monti attorno alla città sono petali che proteggono le persone dalle cose brutte; il campanile della cattedrale è il pistillo tutto sporco di polline; le catapecchie ammassate sono l’ovario dove le famiglie nascono, dove rimangono per sempre..
Vista dai tetti, Palermo è la pace quando la guerra è finita.”

Rosario ha 16 anni. Lui e la madre vivono a Brancaccio, un difficile quartiere di Palermo. Il padre, ora detenuto, li ha lasciati soli per costruirsi un futuro con un’altra donna, da cui ha avuto un secondo figlio. Le descrizioni dei luoghi e la caratterizzazione dei personaggi sono ben definiti sia dal punto di vista fisico che nell’attenzione alla ricchezza di significati che ciascuno di essi porta con sé.

È lo sguardo del protagonista a guidarci tra i vicoli della città, attraverso ruderi abbandonati e persone ormai perdute. Lui, sospeso tra il bambino di ieri e l’adolescente di oggi, riesce ad aprirci varchi di speranza e fiducia, ricordandoci nel sottinteso quanto importanti siano gli strumenti interiori di cui ciascuno di noi dispone, anche in contesti sociali trascurati e logorati dalla miseria come i suoi.

Rilevanti nello sviluppo della storia di Cuorebomba e spesso svalutative sono le figure degli adulti che gli ruotano intorno. È infatti evidente un’incapacità diffusa nell’ascolto, quello profondo che supera giudizi e preconcetti. Genitori troppo fragili da una parte e insegnanti ed educatori dall’altra, si rivelano spesso impreparati e inadatti al ruolo sociale e culturale che sono stati chiamati ad esercitare.

Laddove manca la relazione, però, sopperisce con forza la cultura. In questo romanzo, infatti, essa diventa per Rosario un importante strumento di mediazione, capace di tradurre i dilemmi che la realtà gli presenta e dandogli spiragli di possibilità.  La sua stessa madre, seppure provata dalla malattia, insiste perché studi, affinché la conoscenza possa aprirgli, nel tempo, un varco verso il riscatto personale e sociale. La conoscenza toglie dall’omologazione, offrendo spazi di pensiero e un’evoluzione interiore che salvano, dal buio imperante e dall’odio.

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Egli conosce e narra se stesso attraverso i personaggi storici e letterari che cita, rivelando anche a noi lettori che ogni essere vivente non è che una goccia nell’universo, dentro cui è contenuta tutta la vastità e il mistero dell’infinito spazio.

“Trovo finalmente una posizione comoda per distendermi, incastro la nuca nell’avvallo tra quelle  tegole, un raggio potente trapassa la palpebra chiusa, mi fa vedere che esiste anche il buio illuminato.
Poi apro gli occhi, mi ritrovo addosso una colata di azzurro, ci cerco dentro una geometria, un senso che io possa capire. Ma un senso non c’è. Non c’è un senso nell’infinito, non c’è un senso alla vita, forse non c’è nemmeno un senso al pensiero, di cui però siamo provvisti.
Ora che sono al caldo del sole, faccio quello per cui mi sono arrampicato sino a quassù: mangiare la frutta che ho appena comprato a  Ballarò, mangiarla guardando la mia città…”

Cuorebomba è un turbine inquieto di emozioni, in cui Rosario si libra con una maturità superiore a quella tipica della sua età anagrafica. Il bisogno di tenerezza e l’amore profondo che lo lega alla madre sono il filo conduttore attraverso cui si snoda tutto il racconto. Egli sa bene cosa significhi proteggere, e cerca ininterrottamente di offrire a sua madre quell’abbraccio che nessuno riesce a dare a lui. È un racconto in cui molti ruoli si invertono, assegnando a chi è più fragile il compito di guidare e di tenere in piedi pericolanti fondamenta.

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A tenere in piedi Rosario però c’è Anna, che diventa il suo specchio, un alter ego in cui le ombre diventano più chiare, permettendogli di comprenderle e di conviverci. Ella è una culla in cui rannicchiarsi per non pensare, per cercare consolazione e amore.

Anna è il tempo che si sospende, rifugio in cui si raggomitola nei momenti in cui riesce a prendere una pausa dal mondo che lo insegue. Ella è bambina, adolescente e donna nello stesso tempo, un germoglio che gli attecchisce dentro e che lo accompagnerà sempre. È silenzio assordante e parola sussurrata. Gli ricorda incessantemente che, anche quando tutto sembra arenarsi, quando i giochi sembrano chiusi, non esiste offesa né perdita che la vita, in tutta la sua fiera manifestazione, non sappia farsi perdonare.

Per concludere, Cuorebomba è un libro che ho vissuto con intensità, spero sia di piacevole lettura anche per voi, che saluto e a cui do appuntamento alla prossima recensione.

A presto!

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