The A List: la serie teen drama targata Netflix

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-Trama:

Un gruppo di ragazzi, un campus estivo, un’isola misteriosa e tanti segreti da svelare: questi sono gli ingredienti della serie Netflix The A List, un thriller/teen drama, basato su temi prettamente adolescenziali. Questo serial britannico è, in generale, un racconto di sopravvivenza che segue da vicino, attraverso il racconto di una narratrice sconosciuta, le vicende di Mia, una giovane e bellissima ragazza che arriva in un campo estivo situato su un’isola remota.

Pronta a diventare l’ape regina del gruppo di teenager, vede crollare il suo progetto, pezzo dopo pezzo, a causa dell’arrivo di Amber, una bellissima fanciulla dai capelli biondi che sembra in grado di far cadere tutti ai suoi piedi. Tra le due inizia così una lotta per la supremazia. Ma Amber non è l’unica cosa strana su Peregrine Island. Mia si rende conto che quel piccolo angolo di Paradiso, in realtà, nasconde numerosi ed oscuri segreti. Un’estate che sarebbe dovuta essere perfetta, si trasformerà in un incubo.

-Recensione:

The A List è il nuovo titolo originale Netflix, uscito sulla piattaforma streaming il 30 agosto 2019. La serie, ricca di drama e colpi di scena, è riuscita, malgrado le premesse poco originali, ha riservare al suo pubblico qualche piccola sorpresa, che ha reso il prodotto quantomeno godibile.

Il serial è composto di 13 episodi della durata di circa 25 minuti l’uno, i cui titoli sono i seguenti:

  • Primo episodio The A List 1×01 streaming: Eccola, finalmente (Here She Is At Last)
  • Secondo episodio The A List 1×02 streaming: Riprendere in pieno il controllo (Take Back Control)
  • Terzo episodio The A List 1×03 streaming: Diventare regina (To Become A Queen)
  • Quarto episodio The A List 1×04 streaming: Catturare il re (Capture The King)
  • Quinto episodio The A List 1×05 streaming: L’uccisione della preda (In For The Kill)
  • Sesto episodio The A List 1×06 streaming: Lontana da casa (Far From Home)
  • Settimo episodio The A List 1×07 streaming: Nessuno può sopravvivere da solo (Nothing Can Survive Alone)
  • Ottavo episodio The A List 1×08 streaming: Quello che resta di noi (All That’s Left Of Us)
  • Nono episodio The A List 1×09 streaming: Quello che eri prima (Who You Used To Be)
  • Decimo episodio The A List 1×10 streaming: Veleno (Poison)
  • Undicesimo episodio The A List 1×11 streaming: Ciò che si è lasciato indietro (What you Left Behind)
  • Dodicesimo episodio The A List 1×12 streaming: Corri, Mia, Corri (Run, Mia, Run)
  • Tredicesimo episodio The A List 1×13 streaming: L’ultima colomba (The Last Dove)

Essendo veloce come un battito di ciglia, The A List non riesce ad annoiare, ma risulta tremendamente prevedibile. Tutto il plot gira attorno ad una serie infinita di cliché e alle lotte di “potere” adolescenziali, dove le più carine del gruppo si contendono la corona per diventare reginette… insomma, per certi versi, la storia ha un che di Mean Girls 2.

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Il tocco in più, rispetto al solito scontro tra liceali in una scuola, dove le più popolari si scontrano per il ragazzo più figo, sta in un mistero da risolvere, molto più intrigante e molto meno noioso nelle prime puntate che non quando si inizia a comporre i pezzi del puzzle, e nel fatto di ambientare il plot in un’isola in mezzo al niente. Questa, che dovrebbe presentarsi come una sorta di personaggio, non riesce a donare quel senso di minaccia che ci si aspetterebbe da un prodotto come questo. Anzi, la location di The A List sembra quasi un paradiso terrestre, molto lontano dalle cupe tinte dell’isola di Lost, altra fonte di ispirazione per gli autori (Dan Berlinka e Nina Metivier) di questa serie.

Questi dichiarano sin da subito la forte impostazione da teen drama, scoppiando al volo la bolla della suspense. Nonostante le prime puntate siano davvero intriganti, la scelta di creare situazioni molto complesse e di inserire una componente patetica tanto accentuata da sfociare nel ridicolo di frase fatte, la serie finisce per cadere a capitombolo nel prevedibile e nel già visto. Il grande mistero finale, nonostante i tentativi di depistaggio sganciati qua e là, viene svelato dallo spettatore circa a metà stagione. Forse, l’elemento più interessante, sta proprio nell’epilogo aperto, unico vero colpo di scena, che però ancora non sapremo se potrà essere svelato in una ipotetica seconda stagione (di cui ancora non abbiamo notizie).

The A List, comunque, immerge lo spettatore in un’atmosfera ricca di tensioni e forti rivalità adolescenziali tra i personaggi (tra Mia e la misteriosa Amber in primis), rivalità che sono il fulcro della componente thriller dell’opera e del mistero che aleggia su Peregrine Island. Il comportamento di Amber e la sua capacità di ammaliare tutti, genera infatti sospetti nella protagonista.

Ciò che sembra stonare meno in questo contesto, che mescola mistero e scaramucce tra liceali, è proprio lo sviluppo di questi personaggi, che parte da alcuni stereotipi, fino ad arrivare a esiti – se non proprio rivoluzionari – almeno sensati e gradevoli. Se le prime interazioni avevano lo scopo di presentare i ragazzi e le ragazze più popolari e di opporli ai “nerd” con cui nessuno vuole avere a che fare, le svolte thriller riescono a mettere tutti sullo stesso piano. Dai rapporti esclusivi si passa dunque a una inclusività che permette a ogni carattere di emergere e di esprimersi nei suoi punti di forza, tanto che, nel corso della stagione, si va a creare una vera e propria alleanza tra Mia, la più popolare del gruppo, e gli emarginati. Ne risulta una piacevole eterogeneità, che dà vita a scambi di opinioni e sviluppi interessanti, nonché ad una buona crescita psicologica delle figure in gioco.

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In questo modo, la serie vuole trasmettere il messaggio dell’inutilità di queste assurde rivalità tra liceali, mostrando come, solo conoscendosi meglio e lasciando da parte i pregiudizi, anche le persone all’apparenza più diverse, potrebbero avere qualcosa in comune. Insomma, questo è il classico tema da teen drama che però non passa mai di moda!

La gestione dei personaggi, e l’inclusione di tematiche LGBT, riesce, molto in parte, a rimediare ai numerosi cliché di cui è composto il gruppo del campo estivo – abbiamo le ragazze popolari e vanitose, la stramba che crede nel soprannaturale, la nerd solitaria, il secchione fisicamente fragile, i maschi buffoni e gli atleti dal quoziente intellettivo non troppo alto. Pregi e difetti di The A List conducono lo spettatore lungo un percorso frastagliato e instabile, a cui non giova l’utilizzo di effetti speciali alquanto penosi.

A questi ultimi, si aggiunge un cast di nuove proposte, che mostra da subito la poca esperienza. Se gli attori di Riverdale, nonostante fossero anche essi agli esordi, avevano dimostrato buone capacità espressive, questi ragazzi sono decisamente troppo acerbi. Fatta eccezione per Mia (Lisa Ambalavanar), il cui personaggio è sicuramente il più “costruito” della serie e in cui l’attrice riesce quanto meno ad esprimere una qualche personalità, gli altri sembrano più che altro manichini vuoti. Persino Ellis Duckles (Amber) risulta decisamente piatta e noiosa. Nonostante questo, inizialmente, sia effettivamente un elemento che dovrebbe denotare il carattere del personaggio, alla lunga, quando il character inizia ad evolversi e a diventare più interessante, l’attrice non riesce a cambiare con esso, rimanendo allo status di bambolina inacidita.

The A List, quindi, a metà tra Elite e Supernatural, gode di un intreccio narrativo dalla qualità decisamente altalenante, che fa oscillare questa serie tra momenti di originalità e istanti di assurdità. Sebbene alcune scelte abbiano concesso alla componente thriller di regalare allo spettatore qualche colpo di scena, la sceneggiatura acerba e l’impianto stilistico poco curato hanno fatto sì che il prodotto non potesse del tutto essere preso sul serio.

La scelta del target, che si concentra principalmente su spettatori adolescenti, non riesce a giustificare le numerose ingenuità (tanto nella regia, quanto nella recitazione dei giovani attori) e le incongruenze narrative. Nonostante questo, The A List resta un prodotto godibile per una platea non troppo pretenziosa.

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