THE GIFTED: la serie spin off degli X-Men

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TRAMA:

Reed e Caitlin Strucker sono due genitori come tanti. Lui è un procuratore distrettuale mentre lei è un’infermiera. Insieme stanno affrontando la non facile avventura di crescere due figli adolescenti. Tutto sembra normale, se non idilliaco, fino a quando i figli, Lauren e Andy, non manifestano per la prima volta i loro poteri. Da quel momento la loro vita crolla in mille pezzi. Saranno costretti a fuggire, rinunciando a tutto ciò in cui avevano creduto fino a quel momento, per evitare che l’oppressivo governo anti-mutante catturi i loro figli e li trasformi in cavie da laboratorio. Sulla strada per la libertà, si uniranno ad una cellula di mutanti che combattono per la sopravvivenza e per la possibilità di creare un mondo nuovo dove tutti possano vivere in armonia.

-RECENSIONE:

Uscita nel 2017 e ideata come uno spin-off del film X-MEN, The Gifted è una serie televisiva statunitense, creata da Matt Nix per Fox e basata sui personaggi dei fumetti Marvel Comics.  La serie è andata in onda per due stagioni, composte rispettivamente da 13 e 16 episodi, proponendo personaggi noti ai lettori dei fumetti come Polaris, Thunderbird e Blink.

Ovviamente il tema centrale è molto legato all’immaginario degli X-Men: i mutanti sono malvisti dalla popolazione perché diversi e potenzialmente pericolosi. A cercare di fermarli, ci pensano le sentinelle che, in questo serial, sono un servizio governativo chiamato Sentinel Services.

Per iniziare con la recensione, The Gifted è sicuramente una serie interessante per chi ama questo stile di prodotti cinematografici. Essa mescola molti elementi diversi: azione, spionaggio, storie d’amore, scene drammatiche e torture. Il plot è ben strutturato e corposo in entrambe le stagioni. Se la prima punta più sul fattore narrativo, presentando i personaggi e le relazioni che li riguardano, la seconda ha una struttura più d’effetto, con scene in stile film d’azione. Gli effetti speciali sono discreti e le puntate non presentano tempi morti, ma sono tutte piuttosto importanti al fine dell’andamento narrativo.

A differenza della serie cinematografica, quella televisiva ha uno sviluppo lineare della vicenda. Non ci sono salti temporali avanti e indietro e tutto ciò che accade è la prosecuzione diretta della puntata precedente (cosa che, purtroppo, non si può dire delle pellicole sugli X-Men).

Malgrado la trama del serial non sia poi così originale per questo genere, la costante aggiunta di nuovi personaggi porta in campo diversi colpi di scena che però sfociano in conclusioni prevedibili. Unica eccezion fatta per il finale della prima stagione che dà una svolta alla storia, facendo sì che la seconda non sia solo una noiosa copia della precedente.

Il vero cuore della serie sono però i protagonisti. Benché gli attori siano per la maggior parte alle prime esperienze e che quindi il livello medio di recitazione non sia eccezionale, i characters da loro interpretati funzionano, ci catturano e ci trasportano nel loro mondo.

Sebbene la serie sia piuttosto breve, nel corso della vicenda tutti i personaggi hanno un’evoluzione, alcuni in positivo e altri in negativo. Si scopre molto del passato di ciascuno, sia dei buoni che dei cattivi, e soprattutto capiamo perché scelgono di seguire una via piuttosto che un’altra. Questo conoscerli così bene diventa però un’arma a doppio taglio: da un lato, ogni nostra più piccola curiosità viene appagata senza lasciare spazio all’immaginazione, ma dall’altro ci rende facile prevedere quale strada prenderanno i personaggi di fronte alle scelte che gli si porranno davanti. Di conseguenza, tutto diventa più ovvio e si perde il brivido dell’incertezza.

Nonostante ciò è bello vedere come tutti, persino i characters secondari, nonostante mantengano il mood iniziale, riescano comunque a cambiare in qualche modo, toccati dalle disgrazie che prendono piede intorno a loro.

Ho apprezzato che, anche qui, come nel film, non sia presente solo l’opposizione tra mutanti e umani, ma anche tra mutanti “buoni” e mutanti “cattivi”. Questa dicotomia che, negli X-Men, mette bene in chiaro chi siano veramente i personaggi di cui fidarci, in The Gifted non è una scissione poi così netta. Nella storia, nonostante sia chiaro sin da subito da che parte ci si debba schierare, ci rendiamo anche conto che nessuno è mai completamente nel giusto. In The Gifted non ci sono degli eroi veri e propri, ma solo persone che cercano di capire fino a dove sia giusto spingersi per salvare la propria famiglia e le persone a cui tengono.

A differenza del film, più incentrato su rapporti di amicizia e su scontri interiori, qui al centro c’è il nucleo e l’eredità familiare. Gli Strucker sono una famiglia speciale, con antenati dai grandi poteri oscuri, in grado di distruggere interi palazzi solamente tenendosi per mano. Questo grande potere che scorre nelle loro vene, costringe Lauren ed Andy a fare una scelta: abbracciare l’eredità dei loro bis nonni e diventare i mutanti più forti al mondo o rimanere lontani, più deboli e incompleti, resistendo a quella chiamata interiore che li spinge a essere ciò che sono destinati a diventare.

Il problema dell’eredità familiare, in particolare quella paterna, è qui incarnato anche nel personaggio di Polaris, una ragazza con la capacità di controllare i metalli. Abbandonata dal padre e cresciuta con l’odio nel cuore, è il personaggio che più di tutti subirà un cambiamento interiore nella storia, imparando a fidarsi delle persone che la circondano. Nonostante non sia la vera main character della serie, è lei a far girare il plot e molti dei momenti clou della vicenda vedono proprio lei come protagonista.

Per concludere, The Gifted è una serie carina, poco impegnativa e perfetta per passare il tempo aspettando le nuove stagioni delle grandi serial. In più, se avete amato gli X-Men, di certo non potete perdervi un loro spin-off.

-NOTIZIE:

Secondo Deadline, lo show potrebbe ora essere spostato su una delle piattaforme streaming controllate da The Walt Disney Company: Freeform o Hulu.

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