A STAR IS BORN (2018)- tra le note di un amore complicato

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a star is born- recensione

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“Tutte le persone hanno talento ma avere qualcosa da dire e come dirlo ti rende speciale.”

Mentre una stella nasce, un’altra si spegne e muore: è una storia vecchissima, un dramma amoroso visto e rivisto. Tuttavia questo terzo remake di È nata una stella, A star is born in lingua originale, film del 1937 con Janet Gaynor e poi rifatto nel 1954 con Judy Garland e nel 1976 con Barbra Streisand, ha qualcosa di completamente nuovo ed attuale. La gestazione di questa pellicola è una storia di abbandoni cominciata nel 2011, quando la Warner aveva proposto Clint Eastwood come regista e Tom Cruise e Beyonce nei panni dei protagonisti.

Quando i prescelti hanno abbandonato il progetto, il film è finito per anni nel dimenticatoio ritornando alla luce solo nel 2018. Il merito è tutto da attribuirsi a Bradley Cooper che, per questo capolavoro, prende sulle sue spalle sia il ruolo del regista che quello dell’attore protagonista. Al suo fianco vuole il meglio del meglio, una voce unica nel panorama discografico mondiale: la grande performer internazionale Lady Gaga che, per questa pellicola, si spoglia della sua eccentricità e del suo trucco da panterona per tornare ad essere Stefani Germanotta.

Nonostante il film non faccia nulla per nascondere le sue origini datate, la freschezza degli attori e la genuinità della regia permettono alla storia di A Star is Born di esplodere in un trionfo di musica strappalacrime. Mescolando splendide canzoni originali, scritte in collaborazione con la partner Lady Gaga, con la sceneggiatura che ha elaborato con Eric Roth e Will Fetters, Cooper ha fatto di questo film una storia per una generazione stanca di falsi buonismi.

La trama racconta di un frustrato country-rocker, Jackson Main, che, tra il palco e la vita privata, cerca di superare i fantasmi del suo passato rifugiandosi nell’alcool e nella cocaina. La sua vita comincerà a cambiare dopo aver conosciuto Ally, una cameriera con una voce pazzesca ed un talento innato per la scrittura. Tra i due sboccerà l’amore ma, tra il successo di Ally e la depressione di Jackson, le cose non saranno semplici.

A questo punto, inerente allo sviluppo della storia, ci tengo a fare una piccola precisazione. Diversamente da quanto ho letto in molte recensioni, credo che il sentimento di Jackson non venga affatto infettato dall’invidia per la donna amata. La sua infelicità non è data dal successo di Ally o dal fatto che ella lo surclassi. Le sue fragilità non riguardano lo star system ma è qualcosa più profondo, qualcosa che né lui né Ally riescono a controllare.

Tornando alla recensione, il vero punto di forza di A star is born sono le musiche (“Shallow” e “I’ll never love again” in particolare) e gli attori. Bradley Cooper ha veramente dato il meglio di sé in questo film, non solo perché ha dimostrato doti canore strabilianti ed imprevedibili, ma perché è riuscito a rendere alla perfezione un personaggio frustrato e tormentato. La sua mimica facciale è a dir poco sorprendente: guardandolo, si riesce subito a capire quando il suo personaggio sia sobrio o meno e quanto egli stia soffrendo. Quel velo di tristezza, tipico di chi è depresso, aleggia nei suoi occhi per tutta la durata del film.

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Altro merito da attribuire a Cooper è qualcosa che va oltre la mera interpretazione di questa pellicola ed è qualcosa che riguarda la sua intera carriera attoriale: la sua capacità di far brillare il proprio partner. Se ne “Il lato positivo” la cosa era poco evidente per il talento già riconosciuto di Jennifer Lawrence, qui la sua generosità con Lady Gaga è evidente.

Il film esalta tutti i punti di forza della cantante e, se prima del film non eravate suoi fan, dopo questa pellicola sono certa che la rivaluterete. La Ally che interpreta è una donna acqua e sapone, forte, sicura di sé ed imperfetta… come chiunque a questo mondo. L’interpretazione che ne dà Stefani Germanotta è qualcosa di estremamente genuino ed umano, imprevedibilmente naturale per ciò a cui la popstar ci aveva abituato. Ally è un personaggio che si commuove e ci fa commuovere, che va a sbattere contro il mondo marcio e malato della fama a cui lei però vuole ed è destinata ad appartenere. Gaga è quindi un fulmine d’emozioni che, per interpretare la protagonista di A star is born, si è spogliata di tutte le finzioni. Non ha niente dietro cui nascondersi e, mentre la luce dei riflettori fa rimpicciolire il vecchio Jackson, Ally risplende come una stella.

Tra i due protagonisti si crea una chimica pazzesca, un continuo ed intenso scambio di sguardi che farà impazzire tutti gli amanti del romanticismo. Nonostante questo, il dramma è asciugato nei punti giusti e non risulta troppo sdolcinato o patetico anzi, tutto appare squisitamente genuino. Ciò è sottolineato dall’uso dei primi piani che mettono in risalto l’anima dei protagonisti, fregandosene del fatto che il loro aspetto fisico non sia perfetto.

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Cooper quindi è stato pazzesco! Ha recitato divinamente, ha diretto la sua partner facendo attenzione a tutti i dettagli e ha resuscitato un genere trito e ritrito integrando completamente la storia e le canzoni, rese autentiche dalla registrazione live durante alcuni festival estivi – Coachella e Glastonbury inclusi. La sua regia, nonostante fosse la sua prima esperienza da direttore, è sincera e potente. La fotografia forse non è strabiliante ma credo che ciò sia dovuto alla volontà di Cooper di concentrare l’attenzione sulla trama e sulle canzoni. Il sound editing invece è pazzesco così come il lavoro dei truccatori.

Nonostante spunti qua e là qualche battuta da cliché hollywoodiano, la pellicola colpisce al cuore e allo stomaco come un pugno di emozioni. I flashback sul passato di Jackson mostrano una persona che non può essere salvata e la depressione è messa in scena in modo nudo e toccante.

A star is born è sì, quindi, una grande storia d’amore ma anche qualcosa di più. É un affresco sulle tenebre del successo, un dietro le quinte che risalta quanto la vita delle star non sia poi così rosa e fiori come possa sembrare. Ma soprattutto è una critica nei confronti di chi, come il padre di Ally, afferma che il TALENTO NON BASTA, un mantra di chi si nasconde dietro le sue imperfezioni e dietro un senso di inadeguatezza solo per la paura di fallire.

Per concludere, È nata una stella è un film destinato a diventare un cult, forse non per la trama ma certamente per le musiche e il messaggio che vuol trasmettere.

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