Resta con me – 41 giorni dispersi nel Pacifico

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resta con me-recensione-film

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  • TITOLO: Resta con me (Adrift)
  • GENERE: Drammatico, Avventura
  • ANNO: 2018
  • REGIA: Baltasar Kormákur
  • ATTORI: Shailene Woodley, Sam Claflin, Elizabeth Hawthorne, Jeffrey Thomas
  • PAESE: USA
  • DURATA: 93 Min

Una storia tenera e commovente che ha dell’incredibile. Un giovane amore più forte di una tempesta in mezzo all’oceano. Resta con me è tutto questo e molto di più.

Il film si basa sulla tragica vicenda di Tami Oldham e Richard Sharp, due ragazzi profondamente innamorati, dispersi alla deriva nel Pacifico per 41 giorni, dopo che una tempesta aveva distrutto la loro barca a vela durante il loro primo viaggio insieme da Tahiti a San Diego.

Al timone di questa storia vera, il regista amante del rischio e dell’adrenalina Baltasar Kormákur​. Dopo Everest, film in cui la neve aveva portato alla morte di 22 scalatori, l’islandese riporta sul grande schermo l’impari lotta tra l’uomo e la natura, bellissima e perfida, capace di spezzare anche il marinaio più esperto. Per un film come per l’altro, il regista ha disprezzato il pericolo, andando a caccia di location suggestive e uniche, regalando alla fotografia i migliori paesaggi che potesse desiderare. Resta con me infatti è girato completamente in mezzo all’oceano, al largo delle Figi, senza far uso smodato di computer grafica.

Non ha scelto la comoda via del solito disaster movie o dei film di sopravvivenza ma, a tratti, è comunque ricaduto nel “già visto”… ma non importa. In questo caso, ben vengano i cliché di sotto-genere! Dopotutto, che cronaca di un naufragio sarebbe senza una ferita cucita con l’amo, cibo e acqua razionati e razzi sparati a caso in cielo?

La barca a pezzi e senza vele su cui navigano i nostri sventurati protagonisti non è mai un luogo “monotono”. Lo spazio non ci annoia neanche per un secondo e non è mai claustrofobico od opprimente. Questo grazie ad un’intelligente uso della macchina da presa che, per 93 minuti, ci mostra sempre angoli nuovi della barca e diversi punti di vista dello stesso puntino bianco in mezzo all’oceano.

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Resta con Me, oltre ad essere una versione romanzata di una tragica e terrificante storia vera, affronta moltissimi temi. Ci regala il coraggio e la perseveranza di una ragazza di 24 anni che ha fatto di tutto per sopravvivere e uno spioncino sulle ragioni profonde del desiderio di libertà che anima i naviganti e gli avventurieri. Ci da così un assaggio di quella gioia inspiegabile che solo chi ha respirato in solitudine l’immensità dell’oceano può capire.

Dei personaggi viene rivelato solo il minimo indispensabile, forse per lasciare un alone di mistero o forse per darci la possibilità di immedesimarci meglio in loro. Richard e Tami conservano così un che di inafferrabile. Tra i due però la vera protagonista, l’anima di Resta con me, è certamente Tami, interpretata da una grintosa e sexy Shailene Woodley (Colpa delle stelle) che, per l’occasione, ha sfoggiato un fisico tonico da urlo che non aveva mai mostrato prima. La ragazza, con il coraggio di un ragazzo e un orologio, una penna, un foglio e una grande intelligenza, procede lenta verso la salvezza e contemporaneamente si prende cura del suo uomo ferito. Tenacia ed energia la rendono la prima donna protagonista di una survivalist story tra i flutti.

Al suo fianco, il belloccio di Hunger Games / scorbutico paraplegico di Io prima di te, Sam Claflin. Il re del melodramma sentimentale non è però riuscito a convincerci questa volta, diventando la zavorra di un’attrice che in questo film ha dimostrato tutto il suo talento. La faccia di Sam resta sempre una statua di bronzo, una bella statua di bronzo, ma pur sempre una statua.

Adesso vorrei passare a qualche dato tecnico. Nonostante la critica lo abbia bocciato, voglio dare al film la possibilità di redimersi, evidenziandone i punti di forza dove altri ne hanno trovati di debolezza.

Personalmente ho apprezzato il fatto che il film non fosse eccessivamente commovente. La storia è già tragica di suo, non c’è bisogno di peggiorare la situazione. Per questo ho apprezzato la scelta registica di una costruzione filmica basata su continui salti temporali che ci sbalzano avanti e indietro tra il prima e il dopo tempesta. I continui flashback permettono al pubblico di non afflosciarsi o rattristirsi durante le scene di deriva nell’oceano.

Il pubblico non ha pianto tutte le lacrime che aveva in corpo? Pazienza, tanto meglio.

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Ho apprezzato anche il fatto che gli scenografi abbiano scelto di non includere troppe frasi smielate nel copione. I “Sei tutta la mia vita” e i “Dove sei stata fino ad ora?” avrebbero trasformato questa storia vera in una favoluccia da fazzolettini e cioccolatini per teenager. La storia d’amore è chiara, solida, potente e le uniche due frasi romantiche che troviamo- “Non ho mai conosciuto un’altra come te” e “Ho navigato mezzo mondo per incontrarti”-, sono coincise e adeguate.

Per quanto riguarda la fotografia, ho solo una parola da dire: M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-A, una ripresa geniale e suggestiva dello sconfinato e maestoso oceano Pacifico. Tramonti, albe e tempeste da brividi. Vi dico solo che una ragazza, durante la proiezione del film, ha urlato “Aiha” quando il protagonista ha sbattuto contro il pennone della nave. Tutto merito della fotografia gente! Un capolavoro così magico da sembrare vero. Pulita, asciutta ed emozionante, una fotografia così perfetta non si vedeva da tempo sui nostri schermi.

Per concludere, Resta con me è sicuramente un film che vale la pena vedere ma sappiate che, chi si aspettava di piangere tutte le lacrime che aveva in corpo, è rimasto deluso. Un’ultima cosa, se volete godervi la pellicola fino all’ultimo frame, please non andate su Google a cercare di capire cosa sia accaduto alla coppia vera in quel lontano 1983. E pensateci bene prima di salpare verso l’ignoto solo per volare in prima classe perché probabilmente non ne vale la pena…

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