Beata Ignoranza- Scontro tra nuova e vecchia scuola

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In un film che ha molto da insegnare ai giovani di oggi, due uomini incarnano le idee e lo stile di vita della new e della old generation. “Beata ignoranza” mette sui piatti della bilancia vecchia e nuova scuola, Facebook e Ugo Foscolo, telefoni e poesie.

Nel film Alessandro Gassmann e Marco Giallini interpretano Filippo, un moderno e piacione professore di matematica, ed Ernesto, un insegante di letteratura severo e all’antica. Questi due personaggi, un tempo rivali in amore, sono il motore di un impianto comico che, con semplicità ed ironia, vi metterà di fronte ad un mondo ormai sopraffatto dall’era di Internet. Al centro del film vi è uno scambio di modus vivendi: ciascuno dei due dovrà entrare nei panni dell’altro e, par alcuni mesi, dovrà vivere come vivrebbe l’altra persona, uno tra libri e giornali e l’altro sopraffatto dai social network.

La risata in questo scambio di vite è assicurata non solo dalle peripezie di un confitto assolutamente attuale ma soprattutto dal talento dei due protagonisti, che sembrano quasi interpretare loro stessi, la cui affinità ed empatia di coppia era già stata collaudata in “Tutta colpa di Freud” e “Se Dio vuole”. Nonostante la comicità di fondo gli argomenti affrontati sono parecchi: istruzione, famiglia, responsabilità evitate e tempo di qualità, passato con gli altri o con se stessi piuttosto che di fronte ad uno schermo. Ciascuno di questi punti non viene sviluppato nella sua complessità ma da spunti su cui riflettere e snodi per ravvivare la pellicola.

Importante è certamente il ritorno della figlia, una ragazza abbandonata e non voluta da entrambi che, con lo svolgersi del film, riesce a conquistare il loro amore, arrivando addirittura ad avere due padri. Il film funziona nel suo essere la rappresentazione di un’amicizia interrotta, recuperata a suon di urla e litigi, accompagnati da un basso e da una chitarra elettrica, e nel suo vivere questo recupero del rapporto padre-figlia, o meglio di due.

beata gnoranza- recensione- film“Beata ignoranza” in tutto questo si rivolge direttamente al suo pubblico provocando costantemente la rottura della quarta parete, quasi come a voler chiedere la nostra opinione sull’attualissima problematica che riguarda Internet: è giusta o no questa dipendenza dai social network? E’ vera comunicazione o solo condivisione di superficialità?

Le idee dei protagonisti su questo argomento sono variegate e mostrano tutte le varie sfaccettature della realtà e le possibili opinioni che ciascuno di noi potrebbe avere in merito a tutto ciò.

Tra gag esilaranti e riflessioni profonde il film ci coinvolge e ci fa divertire facendosi riflettere inconsciamente sulla tristezza di un mondo che, avvicinando persone lontane attraverso i social, in realtà non fa altro che allontanarci da chi ci sta vicino, costringendoci a perdere il nostro tempo di fronte a piccoli smartphone.

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