“The Selection”: da Hunger Games a Miss Italia è un attimo!

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The Selection” è il primo romanzo dell’omonima trilogia di fantascienza distopica di Kiera Cass, pubblicato in Italia nel 2013 al prezzo di 17,90 euro.

Ambientato in un futuro lontano e in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l’erede al trono è pronto per scegliere la sua futura moglie, nonché futura regina, mediante quello che al pubblico appare come un reality show davvero spettacolare ma che, dietro la cinepresa, si trasforma in una vera e propria guerra. Tutte le ragazze del paese possono partecipare, dalla più ricca alla più povera, ed è per questo che la Selezione è considerata da tutte l’occasione della vita. Per molte è l’unica possibilità che hanno di sfuggire ad una vita di fatiche e sofferenze, per catapultarsi in un mondo scintillante, fatto di feste e abiti di lusso.

America però non è poi così felice. Al contrario, le sembra quasi di vivere un incubo da cui non riesce a svegliarsi perché, per partecipare, è costretta ad abbandonare l’amore della sua vita, il coraggioso ma povero Aspen. Rinchiusa in quel palazzo, che ai suoi occhi appare come una gigantesca cella di cristallo, si ritrova faccia a faccia con il principe Maxon che riesce a far crollare ogni sua certezza. Egli infatti è bello, dolce, premuroso, coraggioso… e perdutamente innamorato di lei. Il cuore di America è diviso tra due fuochi… quale dei due prevarrà sull’altro?

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The Selection” è un romanzo che può essere considerato la fusione perfetta tra Hunger Games e Miss Italia. È un libro che, devo dirvi, molti non hanno apprezzato e, sinceramente, ne capisco il motivo. È frivolo, superficiale, semplice e molto prevedibile. Ma sapete che vi dico? A me è piaciuto. Sono riuscita a leggerlo in 3 giorni perché racchiude in sé, tra l’inconcludenza e la banalità, i temi che più amo affrontare nei romanzi: un’eroina pronta a tutto per salvare la sua famiglia, un triangolo amoroso e un po’ d’azione.  Ma le qualità che più ho apprezzato di questo libro sono la sua scorrevolezza e la sua semplicità. La sera, dopo una giornata di studio intenso, ho solo bisogno di un libro piacevole e rilassante, che non mi sprema troppo le meningi. Per questo motivo The Selection mi è piaciuto!

L’autrice, nonostante la banalità e la frivolezza con cui affronta gli argomenti trattati, ha avuto un’idea brillante: quella di creare, in un mondo “distopico”, un reality show, tra il “Grande Fratello” e “Uomini e Donne”, in cui delle ragazze devono “lottare” per avere l’amore del principe e per salire sul trono. Prendendo quanto c’è di più bello in Hunger Games, la storia aveva tutte le credenziali per diventare un gran libro. Ma quello che doveva essere un romanzo distopico o uno di formazione, si trasforma in realtà in un grande e fragoroso flop.

È impossibile collocarlo in un genere ben preciso e gli argomenti che lo compongono si trasformano ben presto in un’accozzaglia di elementi mal collaudati. Per riuscire a capire in che futuro ci troviamo, perché il mondo sia diviso in caste e perché tutto sia stato dilaniato dalla guerra, bisogna per forza leggere l’intera saga. A mio parere infatti, i tre libri sarebbero sicuramente riusciti molto meglio se fossero stati fusi in uno solo perché, in ciascuno di loro, troviamo argomenti molto interessanti ma insufficienti per creare un romanzo avvincente e collettivamente apprezzato.

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L’autrice si è perciò risparmiata in qualità per dare più spazio al business. Ciò è chiaro anche dalla descrizione dei personaggi. Fatta eccezione per la protagonista America, tutti gli altri si riducono a mere comparse, prive di spessore e di importanza. Personaggi come Maxon, Aspen e l’amica Marlee, che hanno comunque un ruolo privilegiato nella vicenda, non sono altro che maschere inespressive.

Tutto ciò fa ovviamente soffrire il lettore che vorrebbe essere in grado, lui stesso, di scegliere tra i due rivali in amore ma, a causa di tutto questo, non riesce a decidersi perché, ai suoi occhi, i due antagonisti appaiono troppo simili e perché gli elementi che ha a disposizione sono insufficienti.

Ciò che salvo di questo libro sono, come ho detto prima, la sua semplicità, l’idea di base e lo stile fresco dell’autrice che rendono “The Selection” un libro frivolo e banale, carino da leggere quando si è stanchi o quando non si ha voglia di niente di impegnativo.

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