BRIDGERTON- recensione e tristi novità sulla seconda stagione

0
329

bridgerton-recensione-seconda-stagione

  • Titolo: Bridgerton
  • Anno: 2020
  • Genere: Drammatico, Romantico, Storico
  • Stagioni: 1
  • Episodi: 8
  • Durata: 57-72 minuti (a episodio)
  • Ideatore: Shonda Rhimes
  • Cast: Julie Andrews, Regé-Jean Page, Phoebe Dynevor, Jonathan Bailey, Claudia Jessie, Ruby Barker

Degli show creati e patrocinati da Shonda Rhimes, primo fra tutti Grey’s Anatomy, si potrebbe parlare per ore, evidenziandone pregi e difetti, discutendo le opinioni di chi li difende a spada tratta come quelle di chi, invece, se ne tiene alla larga per punto preso.

Una cosa è certa però… quella donna sa come conquistare il suo pubblico. Conosce tutti gli ingredienti per creare una serie che faccia impazzire generazioni di spettatori, tenendoli incatenati di fronte allo schermo della loro televisione o del loro computer per ore. Non è chiaro quale magia ammaliatrice riesca a usare, ma ogni volta che inizi una stagione di uno dei suoi prodotti, ti rendi conto che non puoi fare a meno di portarla a termine nel minor tempo possibile.

Non c’è mai niente di particolarmente eccezionale in ciò che propone: i personaggi non sono particolarmente interessanti e la trama non è mai così avvincente, ma questo non cambia le cose… ogni volta che Shonda Rhimes mette le mani su qualcosa, questo si trasforma in oro e il successo è assicurato.

Se poi la suddetta signora – fondatrice della casa di produzione Shondaland – decide di trasporre in serie tv i romanzi di una delle autrici più conosciute e amate della letteratura rosa ad ambientazione storica, Julia Quinn, il risultato è una schiera di donne (giovani e meno giovani) pronte a sintonizzarsi e a portare il prodotto in vetta alle classifiche delle cose più viste negli ultimi mesi.

Da questo sodalizio tra la Rhimes e Netflix, un accordo pluriennale di cui sono già stati annunciati ben otto progetti, nasce una delle prime serie televisive ispirate a questo genere di romanzi, spesso snobbati e osteggiati, ma capaci di attrarre un vastissimo pubblico: Bridgerton.

bridgerton-recensione-seconda-stagione

La serie è basata su Il duca ed io, primo capitolo di una saga composta da otto romanzi, ciascuno dei quali è dedicato a uno dei membri della famiglia del titolo. Il primo, in particolare, ambientato nel 1813 e narrato nella versione originale da una voce iconica come quella di Julie Andrews, racconta la storia di Daphne Bridgerton(Phoebe Dynevor), figlia perfetta dalle ottime prospettive di matrimonio e “diamante della stagione”, capace addirittura di guadagnarsi in un attimo il favore della Regina.

La trama racconta di come, in una società rigida come quella della Londra ottocentesca, basti davvero pochissimo perché la reputazione di una signorina per bene venga rovinata per sempre: la presenza di un fratello iperprotettivo e l’arrivo di uno spasimante troppo appiccicoso, dalle cui avance la povera Daphne farà di tutto per liberarsi, rischiano di compromettere il suo futuro.

L’entrata in scena dell’affascinante Duca di Hastings, Simon Basset (Regé-Jean Page), è proprio ciò di cui la nostra protagonista ha bisogno. L’innocente debuttante e lo scapolo libertino e impenitente decidono di stringere un accordo molto particolare: far credere che tra i due sia in corso un corteggiamento, così che lui si possa levare di torno tutte le assillanti matrone a caccia di un marito per le loro figlie. Lei, al contrario, grazie alle attenzioni di un Duca, diventa la candidata più interessante agli occhi dei migliori partiti della società londinese.

Un piano apparentemente perfetto, che dà subito i primi frutti, ma che non può essere portato avanti a lungo se, nella particolare amicizia creatasi tra i due, si fanno spazio degli inaspettati sentimenti. A fare da contorno alla storia dei due protagonisti, troviamo le peripezie degli altri membri della famiglia Bridgerton, i fratelli e le sorelle di Daphne, e della famiglia Featherington, in particolare della giovane e innocente Penelope (da sempre innamorata di Colin Bridgerton) e di Marina Thompson, lontana parente arrivata in città proprio per la stagione.

Il tutto ci viene raccontato da una penna frizzante e sconosciuta, che conosce i segreti di tutti e che si diverte a mettere in difficoltà le ragazze in cerca di marito svelando i loro segreti e mettendole l’una contro l’altra. È questa voce fuori campo a tirare le fila della storia, una scrittrice ignota, che da’ il via a tutti i pettegolezzi della corte reale.

bridgerton-recensione-seconda-stagione

Come già potete intuire, la storia ha tutti gli ingredienti per conquistare le ragazzine di tutto il mondo grazie agli evidenti richiami, mischiati brillantemente in un calderone di furbizia, a tutti i prodotti più apprezzati dai teenager della storia della letteratura, del cinema e delle serie tv.

Cominciamo con una palese traslazione di Gossip Girl nelle atmosfere, storiche e culturali, dei romanzi di Jane Austen. Oltre alla narratrice esterna che detta le fila della storia, svelando i segreti di tutti i personaggi principali della vicenda, Bridgerton riprendere anche la supremazia femminile. Infatti, in questa trama come in Gossip Girl, sono le donne le vere protagoniste mentre gli uomini sono semplicemente dei pupazzi nelle loro mani. Ma se da un lato avevamo Serena e Blair come regine indiscusse, qui il soggetto è decisamente più collettivo, per mostrare come in ogni famiglia siano le donne che, con sotterfugi e ammaliamenti, riescono a controllare gli uomini, ridotti a tontoloni creduloni che muoiono dietro alle moine studiate e poco sincere dell’altro sesso.

Ciò che rende tutto questo più interessante è certamente la scelta del periodo storico, non solo per la sua cultura affascinante che da’ adito a mille peripezie e intrighi, ma soprattutto per i costumi, i veri protagonisti di questa serie tv.

La qualità estetica di Bridgerton è superba, caratterizzata da colori pastello che gridano frivolezza e leggerezza. I dettagli dei costumi, così come quelli delle scenografie, sono finemente curati per dare proprio quel senso di bello e di principesco. Il merito di Bridgerton è lasciarci liberi di sognare in un periodo in cui il mondo esterno, e soprattutto il nostro stato, ci stanno riducendo in catene. In questo mix tra Jane Austen, Dowton Abbey e Scandal si pensa solo a balli sfarzosi, vestiti meravigliosi e trucchetti astuti per fare colpo sul miglior partito di turno.

bridgerton-recensione-seconda-stagione

A ciò ovviamente non può mancare un amore vero, nato dal disprezzo, tra una giovinetta ingenua e un bel tenebroso dal passato difficile. Ne sono pieni la letteratura e il cinema di bassa lega di questo tipo di storie. Ai miei occhi è un po’ un mix tra 3 Metri sopra il cielo e Cinquanta sfumature di grigio. Per quanto tutto questo sembri banale, è qualcosa che funziona, capace di attirare sempre moltissimo seguito. La ragione credo sia da attribuire al fatto che, la possibilità per noi donne di essere in grado di trasformare in un principe azzurro anche il più rude degli uomini, è qualcosa che c’è sempre stato inculcato come lieto fine della miglior favola che potremmo desiderare.

Se poi, il giovanotto ricco ha anche il viso, e soprattutto gli addominali, di Regé-Jean Page, allora è tutto perfetto. Come lui, gli attori protagonisti in generale, a livello interpretativo, non sono particolarmente talentuosi, ma di certo non sfigurano. Non propongono interpretazioni da Oscar, ma sono comunque piacevoli da vedere, soprattutto perché il loro aspetto estetico calza alla perfezione con il ruolo che devono interpretare.

Riguardo alla caratterizzazione dei personaggi, personalmente credo che siano stati costruiti meglio i characters secondari che non quelli primari. La famiglia Bridgerton sembra una versione semplicistica di quella di Piccole Donne e il Duca di Hastings è la personificazione dello stereotipo del bello e maledetto. Non credo di ricordarmi momenti non scontati legati a questo personaggio… forse il suo fisico da dio greco mi ha un po’distratto.

Ho apprezzato invece la Regina, Lady Danbury e Lady Featherington. Le ritengo in assoluto i personaggi meno scontati e più interessanti, dei quali si dice tanto, ma che si lascia anche intendere che ci sarebbe molto altro da sapere su di loro. Non sono mai come appaiono, sono forti e di polso, capaci da dietro le quinte di volgere tutto a loro favore.

Elemento non comune e controcorrente che ho molto apprezzato di Bridgerton è l’attenzione che viene data alla sessualità. La serie è ricchissima di scene passionali, mai fini a sé stesse e capaci di fornire spunti di riflessione sul ruolo della donna in questo tipo di società.

Senza svelarvi troppo, uno degli snodi centrali della trama è proprio legato all’ignoranza di Daphne sull’argomento. La ragazza si ritrova a incolpare la madre di non averla informata a dovere su una parte così importante della vita coniugale: considerazione logica considerando che l’unico compito di una moglie è quello di produrre degli eredi. Tutta la storia, sia della protagonista che dei personaggi secondari, mostra come il sesso sia un argomento proibito alle fanciulle, ma anche quanto questa ignoranza possa portare a spiacevoli e indesiderate conseguenze.

bridgerton-recensione-seconda-stagione

Per concludere, la serie creata da Chris Van Dusen trova quindi la sua forza nelle sue protagoniste femminili, figure magnetiche che mettono costantemente in discussione i limiti che il proprio mondo gli impone, cercando l’amore più che la convenienza o desiderando essere qualcosa di più che solo mogli e madri.

Bridgerton riesce a mettere insieme davvero tanti elementi – dal romanzo rosa prende le scene molto passionali, a cui siamo così poco abituati in prodotti in costume di questo tipo – e riesce a trovare un suo particolare equilibrio: una serie che forse a tratti è fin troppo sopra le righe, ma che ci ha profondamente divertito e che per noi è diventata velocemente un imperdibile guilty pleasure.

E LA SECONDA STAGIONE DI BRIDGERTON…

Sappiamo per certo che Netflix ha rinnovato Bridgerton per la seconda stagione, la quale, come già si poteva dedurre dal finale della prima, sarà incentrata sul fratello maggiore di Daphne, alla ricerca della donna che riesca a conquistare il suo cuore.

Inoltre, con i nuovi episodi, scopriremo se il colpo di scena finale sulla scrittrice sconosciuta, a mio parere piuttosto scontato e prevedibile, sia veritiero o solo un astuto depistaggio. Io personalmente confido nella seconda opzione.

NOTIZIA SHOCK… i fan del Duca di Hastings rimarranno molto delusi nell’apprendere la notizia che l’attore non sarà presente nella seconda stagione. Ci sarà comunque Phoebe Dynevor in veste di sorella premurosa, pronta a trovare il miglior partito per il suo amato fratello.

bridgerton-recensione-seconda-stagione

Parola di Lady Whistledown 🙁

Leggi anche: La regina degli Schacchi- quando vincere è l’unica cosa che conta