Cosa (non) ci aspettiamo da After

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Eroina di Wattpad, ambasciatrice del genere young-adult, Anna Todd arriva finalmente sul grande schermo!

È considerata da molti come la nuova icona del panorama trash, quello buono, che smuove il mercato e che spinge intere generazioni a leggere un libro… e con intere generazioni si intende niente meno che un miliardo e mezzo di lettori solo sulla piattaforma. Dopo questo primo successo, qualcuno ha immerso la mano nell’oceano delle storie online, l’ha pescata e boom! Dieci milioni di copie vendute in quaranta paesi. E come se non bastasse, per chiudere in bellezza, ora arriva anche il film.  Noi già vediamo in lontananza un campione di incassi… Voi no? (senza gufargliela ovviamente!)

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La giovane autrice Californiana, oggi trentenne, ha dato vita all’ennesima storia d’amore tra due adolescenti: Tessa, una studentessa modello, e Hardin, il ritratto stereotipato del Bad-boy: ribelle, con il fascino del duro, tatuaggi, piercing e chi più ne ha più ne metta. Insomma, una di quelle storie che non ha niente di nuovo da raccontare ma che appassiona e fa sognare tutti i teenager. Per farla breve, After è quella figura che ci perseguita da mesi. Ci fissa dallo scaffale dei libri quando facciamo la spesa al supermercato, ci interrompe i video nelle inserzioni di Facebook, ci guarda dall’alto dei cartelli giganti fuori dal cinema. After è l’unica figura che, nelle ultime settimane, è riuscita a non cadere nell’ombra di “Avengers: Endgame”.

Tutta questa storia mi riporta indietro nel tempo, a qualche anno fa, quando al suo posto c’erano le cinquanta sfumature di Grigio. Un po’ si assomigliano, per certi versi. Ne è un esempio la qualità degli attori che sembra scarseggiare qui come allora (forse anche peggio in questo caso perché, c’è da dire, che, almeno Jamie, per quanto fosse un pezzo di ghiaccio dell’antartico, almeno era un bel pezzo di ghiaccio da vedere).  Poi ci sono le musiche cariche di pseudo-sensualità, i sospiri random in mezzo alle inquadrature e gli oggetti di dubbio utilizzo infilati tra le gambe delle protagoniste (nel trailer di After c’è un libro, per la cronaca).

A questo punto però, sento di dover scagliare una freccia in difesa dell’invidioso Mr. Grey & Co. Per quanto banale sia venuto il film (basti ripensare a qualche battuta dei dialoghi), il pubblico, molto più adulto, ha fatto sì che lì qualcosa si salvasse: la fotografia impeccabile e una musica più che azzeccata cha ha portato Cinquanta sfumature di grigio fino agli Oscar (in compenso ai Razzie Awards ha sbancato).

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Invece After, già dai pochi minuti di trailer, pare non promettere niente di simile. L’Hardin che ha fatto innamorare le lettrici, sullo schermo sembra non convincere della sua cattiveria perché tutto ha tranne che l’aura da Bad-boy. Lei, per ora, rimane un po’ nell‘ombra, con battute scariche e di poca rilevanza.

Quindi, tirando le somme, cosa ci aspettiamo da After? Un lavoro trash di qualità? Un lavoro trash e basta? Un successo mondiale che sarà ricordato o un’altra storia che rotolerà giù nell’oblio insieme agli altri? Una cosa è certa: nei prossimi giorni il mondo sarà diviso in due fazioni. Noi, amanti del cinema sempre e comunque, che probabilmente chiuderemo gli occhi e ci chiederemo “perché?”, e gli altri, la maggioranza, che ci risponderanno “Sì, vabbè, torna a guardarti Il filo nascosto, che questa non è roba che fa per voi”.

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