Red Sparrow: Jennifer Lawrence diventa un “Passero seduttore”

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L’era delle eroine è giunta!

Red Sparrow è l’esempio lampante delle nuove tendenze Hollywoodiane che stanno orientando l’attenzione su forti, astuti e seducenti personaggi femminili.

Diretto da Francis Lawrence e sceneggiato da Justin Haythe, “Red Sparrow” racconta la storia di Dominika Egorova, una prima ballerina di danza classica che viene reclutata nella “Sparrow School”, un servizio di intelligence russo. Qui viene educata a diventare una letale seduttrice, pronta a dare tutta sé stessa per raggiungere i suoi scopi. La sua prima missione ha come obiettivo Nathaniel Nash, un ufficiale della CIA che monitora le infiltrazioni dei servizi segreti russi. Pur appartenendo a schieramenti nemici, Dominika e Nate finiranno col farsi travolgere da una spirale di attrazione e inganni che minaccerà le loro carriere e la sicurezza delle loro nazioni.

La regia di questo film ha cercato di riprodurre l’impianto registico e la messa in scena di certe pellicole di spionaggio d’altri tempi, portando la tradizione nella contemporaneità. Tra le critiche è stato riscontrato un ritmo eccessivamente altalenante, che alterna momenti di tensione, piuttosto incalzanti, a momenti di estrema staticità, in cui si predilige una riflessione sui personaggi. La domanda che gli spettatori si sono posti è stata principalmente una: dato il genere prettamente Thriller, era davvero necessario soffermarsi sull’interiorità dei personaggi? Forse no, non era poi così necessario. Tutta questa carne al fuoco non ha fatto altro che rallentare la storia fino alla noia.

Il film ha purtroppo diversi problemi:

L’atmosfera poteva essere molto più curata: se si considera la fotografia realizzata per “Atomica Bionda” di David Leach, dove la frigidità dei colori della pellicola riflette il gelo e la tensione della Berlino anni ’80, comprendiamo quanto F. Lawrence potesse fare di meglio, introducendo più marchi d’autore;

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Attori palesemente americani e fisicamente inadatti al loro ruolo: la Lawrence, per quanto sia una donna bellissima e seducente, ha tutto fuorché il fisico da ballerina classica russa! Jeremy Irons, invece, che interpreta la parte di un personaggio russo, mostra palesemente la sua origine britannica! Tutto ciò, però, può essere “scusato” dal fatto che Red Sparrow è comunque un film commerciale che si basa ovviamente sullo “Star System” hollywoodiano;

Narrazione discontinua ed intricata: si fa un po’ fatica a seguire il filo complessivo della storia anche se l’idea di rappresentare il processo di addestramento della “femmes fatales” russa è risultata decisamente coinvolgente e appassionante.

Scene di nudo palesemente inutili e (a volte) eccessivamente volgari: nonostante i momenti hot siano stati ridotti rispetto al libro a cui il film si ispira, il regista ha scelto di lasciare diverse scene vietate ai minori per mantenere la crudezza della storia originale. La scelta può essere più o meno condivisibile… io non l’ho apprezzata.

-Assenza quasi assoluta di pepe tra i personaggi: nonostante si noti da lontano un miglio la scelta registica di mantenere fino alla fine un velo di mistero sui veri sentimenti dei personaggi, i protagonisti mancano decisamente di chimica.

Ciò che invece ho apprezzato di Red Sparrow è stato:

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Il trattamento “quasi” equo per l’intelligence russo e americano: sottolineo “quasi” perché, essendo questo, un film di produzione hollywoodiana, è ovvio che patteggi per le forze americane. Infatti, alcuni pregiudizi sullo stato sovietico sono piuttosto evidenti. Ne è un esempio il continuo rimarcare sul controllo che il governo russo ha sulla propria popolazione. Il paese appare freddo e spietato, abitato da persone senza cuore la cui fedeltà è rivolta più alla patria che alla famiglia.

Bellissimi costumi: ho apprezzato moltissimo i costumi dei personaggi, semplici ma curatissimi. In particolare, ogni abito indossato dalla Lawrence accentua senza volgarità il suo naturale sex appeal.

Centralità del ruolo della donna e storia interessante: la divisone spionistica, in cui è inserita la protagonista, sfrutta la bellezza e la seduzione per ottenere i propri fini. È interessante notare come Dominika rifiuti questa strumentalizzazione del corpo e cerchi dei metodi alternativi per raggiungere lo scopo prefissato. Attraverso le sue doti intellettive, riesce a non vendere se stessa alle richieste dell’intelligence sovietico e a vendicarsi di chi l’ha costretta a imboccare questa strada senza via d’uscita.

Tralasciando i pro e i contro, vi consiglio comunque, se siete amanti della Lawrence, di vedere questo film. Sono sicura che rimarrete stupiti da questo ruolo, così diverso da tutti quelli che ha interpretato sino ad oggi. Degna di nota: la sua sensualità, lontanissima dalla sua natura poco erotica e iper protezionistica.

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