venerdì, Gennaio 23, 2026

“Maze Runner- La Rivelazione”: ma ‘sta cura?

maze runner 3 la rivelazione recensione

Dopo un esordio più che promettente e un secondo capitolo parecchio sottotono, la trilogia diretta da Wes Ball chiude il suo cerchio narrativo con un film dal ritmo serrato, incalzante e frenetico. Finisce così una saga young adult dove, tra fughe e sparatorie, a primeggiare è soprattutto l’amicizia.

Il labirinto è ormai un lontano ricordo per i nostri Radunari rimasti. Solo in cinque (…. O forse sei) sono sopravvissuti sino ad ora: Newt, Thomas, Frypan, Minho e Teresa si preparano, su fronti opposti, ad affrontare l’ultima grande battaglia in cui saranno costretti a scegliere se rispettare le regole o perdersi pur di ritrovare sé stessi.

Dopo una prima avventura frenetica e ad alta tensione, il secondo capitolo della saga ci aveva lasciato con un boccone amaro da digerire: il tradimento di Teresa e il rapimento di Minho da parte di W.C.K.D.. L’organizzazione, che un tempo aveva rinchiuso i ragazzi nel Labirinto come cavie da laboratorio, ha ora bisogno del loro sangue per estrarre un siero che possa guarire l’umanità dal virus che sta trasformando tutti in spaccati.

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Queste sono le premesse con cui si apre “Maze Runner- La rivelazione”, ambientato un anno dopo “Maze Runner: La Fuga” e slittato di qualche mese dopo un grave infortunio di Dylan O’Brien sul set. In questa pellicola, le quattro mura che un tempo proteggevano e imprigionavano i Radunari hanno ormai lasciato spazio ad un caldo deserto ricco di nuovi e terribili pericoli.

Con una partenza in medias res e un treno da western post-apocalittico, il film mette subito in chiaro che non ha tempo da perdere, che va di corsa e che vuole rispondere ad ogni domanda irrisolta attraverso un’azione frenetica e incessante. Nonostante la durata di 2h 23m il film passa in un battito di ciglia tra colpi di scena e riapparizioni inspiegabili.

Con effetti speciali che vanno scemando in qualità, il film si presenta sicuramente come il più incalzante e vivo della trilogia. Dopo averci raccontato i turbamenti e i disagi adolescenziali con allegorie da romanzo di formazione, l’ultimo capitolo della saga vede protagonisti dei ragazzi cresciuti e sicuri di sé, ormai diventati uomini, che non hanno più paura degli ostacoli della vita ma sono, al contrario, ricchi di rabbia e di voglia di vendetta.

In questo mondo distopico, tratto dai romanzi di James Dashner e caratterizzato da rigide gerarchie sociali che lasciano spazio solo a ingiustizie, disperazione e violenza, non c’è posto per amori teneri e smielati ma solo per amicizie sincere e consolidate. Tra sacrificio e altruismo, il nucleo del racconto è infatti composto da Thomas e Newt che, pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro, affrontano fuoco e fiamme pur di sostenersi a vicenda.

maze runner 3 la rivelazione recensione Tra regole serrate, il rischio dell’ignoto e il miraggio della libertà, l’amicizia è messa a dura prova e dolori laceranti fanno capolino nei momenti meno prevedibili. In questa resa dei conti finale, ambientata in un contesto urbano asettico e destinato a crollare, sangue, lacrime e affanno ci trasportano attraverso un climax crescente di emozioni e adrenalina.

Di questa storia, chiara e coinvolgente, sono da apprezzare le ambientazioni mozzafiato e il commovente richiamo finale al primo capitolo. Peccato solo per gli antagonisti monodimensionali, che non reggono il paragone con i protagonisti, e per una rivelazione (quella del titolo) tutt’altro che originale.

Nonostante tutto, Maze Runner, che a differenza di Divergent e Hunger Games chiama a raccolta un pubblico prettamente maschile, si conclude col botto. Molto più avvincente dei finali di altre saghe, riesce a lasciarti col fiato sospeso fino all’ultimo istante, facendoti apprezzare dei personaggi quando è ormai troppo tardi. Con un po’ di rammarico, anche questa avventura è ormai volta al termine.

!GAME OVER!

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