“Noi siamo tutto”- Amandla Stenberg dopo Hunger Games

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  • TITOLO: Noi siamo tutto

“Sono pronta a sacrificare qualsiasi cosa pur di vivere un giorno perfetto.”

Sulla scia di Colpa delle stelle, ecco un’altra pellicola della cosiddetta “Sick Lit”, il genere caratterizzato da un personaggio affetto da una malattia inspiegabile e impossibile da curare. Noi siamo tutto è un film ispirato all’omonimo romanzo, il fenomeno editoriale del 2015, di Nicola Yoon, che, grazie a questo libro, è salita sull’Olimpo dei maggiori autori di letteratura young-adult.

Quello che ha fatto la Yoon con questa storia è veramente difficile da descrivere perché ha dato vita ad un mondo completamente diverso da ciò che avevo immaginato. Ha stravolto tutte le mie supposizioni frantumando in mille pezzi gli altarini che mi ero costruita. Così, ogni volta che pensavo di aver finalmente capito dove sarebbe andata a parare, ecco che tutto cambiava di nuovo. Mi è piaciuto? Davvero non lo so.

Personalmente non amo troppo i buonismi e le favolette dalle sfumature rosee. Sicuramente ho apprezzato il lavoro della regista, Stella Maghie, e quello dei costumisti: i colori pastello sul giallo e sul celeste non solo esaltavano la pelle cappuccino della protagonista, ma davano un senso di libertà e innocenza assolutamente palpabile. Inoltre, vorrei fare una grande applauso alla protagonista, Amandla Stenberg, che se già vi era piaciuta in Hunger Games, sono sicura che qui l’adorerete.

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Il suo viso fresco, il suo sorriso unico, i suoi occhi profondi e le sue curve sensuali la rendono una piccola bomba sexy mai volgare e piena di vita. In “Noi siamo tutto” è veramente impeccabile nel ricreare alla perfezione l’imbarazzo che aleggia nell’aria durante i primi appuntamenti con il primo ragazzo. L’alchimia poi che ha creato con il suo co-protagonista Nick Robinson (La quinta onda), un ribelle dal look total black, è davvero superba. Nonostante lei sia evidentemente molto più brava di lui a recitare, i due insieme funzionano alla perfezione.

Un’altra cosa che ho apprezzato è stato il modo leggero e naturale con cui è stata affrontata la storia d’amore tra una ragazza di colore e un ragazzo bianco. Il suo corteggiarla e i suoi “Sei bellissima” non sono solo sinceri ma anche necessari. Maddy (Amandla Stenberg) infatti è talmente bella, solare e attraente che avrebbe fatto colpo su qualsiasi marpione che avesse avuto la fortuna di trasferirsi nella casa accanto alla sua.

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Tutto questo si intona perfettamente con le atmosfere rarefatte di una messa in scena che rifiuta il realismo a favore della magia e della favola. Con un ritmo a volte troppo lento, il film descrive morbosamente i sintomi e le conseguenze della SCID, la malattia che affligge la protagonista e che non le permette di uscire di casa. La ragazza, separata da un mondo che brama di conoscere e rinchiusa in una cella di cristallo, si crea una realtà tutta sua della quale fanno parte sua madre, la sua infermiera e un’astronauta del volto sconosciuto (una sorta di magro, grigio e silenzioso Gabibbo).

Tutto cambia quando, nella casa accanto alla sua, si trasferisce Olly, un giovane bello e sensibile, che si innamora perdutamente di lei. I due, divisi da un vetro pesante come un macigno, si osservano, si scrivono, si conoscono e si innamorano. Il sentimento che provano li spingerà a fare cose folli e li porterà di fronte ad una verità scomoda e imprevedibile. Non voglio aggiungere altro perché il rischio di spoiler qui è altissimo. Consiglio solo, a chi ha letto il libro, di restare fino alla fine per non perdersi i titoli di coda.

Per concludere, voglio dire che Noi siamo tutto è una storia che parla dell’amore in tutte le sue forme e declinazioni: amore fra genitori e figli, amore fra teenager e sentimenti per cui vale la pena sacrificare tutto. La storia ci catapulta in un rapporto soffocante, intenso, provocatorio e genuino. Qualcosa di morboso ed intenso ma non malato. Gli sguardi, i sospiri e le belle parole rimandano al mood iniziale di “Romeo e Giulietta” riscattando quel finale terribile che nessuno avrebbe mai voluto in una storia d’amore.

Trailer: Noi siamo tutto

Sono Laura Montagnani, classe 1997, e sono laureata in Marketing e Comunicazione alla Bocconi di Milano. Appassionata di cinema, divoratrice di libri, cittadina del mondo ... alla ricerca del mio posto nel mondo.