La civiltà perduta- la scoperta che portò all’ossessione

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civiltà perduta-recensione-film

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Dai produttori di “12 anni schiavo”, il film “Civiltà Perduta” è ora nelle sale italiane con Brad Pitt alla produzione e un cast d’eccezione composto da Sienna Miller, Charlie Hunnam e Robert Pattinson. La storia è tratta dal romanzo “Z, la città perduta” di David Grann e racconta l’incredibile avventura, basata su fatti realmente accaduti, di un esploratore, Percy Fawcett, che nel 1925 scomparve misteriosamente nel cuore della giungla amazzonica, insieme al figlio, mentre era alla ricerca del leggendario regno di El Dorado.

La storia affronta, seppur in maniera superficiale, temi importanti come il sogno che diventa un’ossessione, lo scetticismo della comunità scientifica e il coraggio di abbandonare la propria famiglia per inseguire il proprio destino e le proprie passioni.

Partito senza alcuna aspettativa, Percy rimane affascinato dei pericoli e dalla bellezza degli scorci sud americani. Durante il viaggio all’interno della giungla, viene a contatto con tribù locali e resta impressionato dalla loro capacità di sfruttare la natura, rendendosi conto così che avrebbe potuto imparare qualcosa da coloro che aveva sempre reputato come un popolo rozzo e selvaggio. L’impresa si trasforma ben presto, da una sfida contro sé stesso, in una lotta contro i pregiudizi e le presunzioni tipiche delle menti occidentali.

Il protagonista vive un’esperienza che lo fa sentire vivo, parte di un mondo più grande e così poco conosciuto. Percy è spinto a non abbandonare mai la sua impresa e si sente obbligato a spingersi oltre i propri limiti.

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Questo film dal finale inaspettato e tutt’altro che banale, si basa su uno studio approfondito dei testi di Kipling, dell’imperialismo britannico e della convinzione degli europei di portare la civiltà ai popoli “non civilizzati”. I colonizzatori bianchi si credevano i benefattori dell’umanità, carichi di responsabilità storiche, generosi distributori delle acquisizioni della propria patria e ripagati solo con la moneta dell’ingratitudine e della ribellione.

“La civiltà perduta” viene raccontata dal punto di vista del protagonista, interpretato da Charlie Hunnam,  un attore fisicamente perfetto per il suo ruolo ma senza particolari doti espressive né grande carisma. Per quanto riguarda Robert Pattinson invece niente da dire: un ruolo semplice ma ben interpretato, senza infamia e senza lode. La vera stella del cast è Sienna Miller che,  interpretando la moglie di Percy, è stata davvero molto brava e ha dato vita al personaggio più reale, più complesso e più apprezzabile. Ha interpretato al meglio la vita di una donna forte, coraggiosa e determinata che lotta per i suoi diritti e che si fa carico di tutto ciò di cui suo marito non si cura: i figli e la loro crescita.

Il film descrive un luogo magico fatto di scorci suggestivi e tribù cannibali raccontato attraverso una fotografia a tratti geniale e a tratti davvero fastidiosa. Nonostante i piccoli difetti è sicuramente un film che merita di essere visto per la sua capacità di immergerci in un altro mondo tutto da esplorare e di farci sentire, per circa due ore, degli esploratori alla pari di Indiana Jones.

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