“Nerve”- il film ispirato al Blue Whale

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“Benvenuto su Nerve, un gioco come obbligo o verità ma senza la verità”.

Dal filone Young Adult per eccellenza, Nerve è il film che vi catapulterà nel mondo dei pericoli di Internet mostrando come gli insicuri siano destinati ad essere giocatori in una partita in cui non hanno potere e come i codardi stiano dietro le quinte a giudicare sfide che non avrebbero il coraggio di affrontare. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Jeanne Ryan con un adattamento piuttosto libero, descrive una realtà brutale che purtroppo conosciamo molto bene e che di recente ha portato via la vita a diversi ragazzi: il “BLUE WHALE”.

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Nonostante non ci siano dei legami effettivi tra questo “gioco” e Nerve, le loro regole sono piuttosto simili: persone anonime impongono ai giocatori delle sfide che devono essere superate ad ogni costo. In questa realtà, una sorta di versione digitale di “The Purge”, dove ogni proposta, anche la più pericolosa, deve essere accettata, i giovani vengono sopraffatti da un gioco apparentemente innocuo ma che finisce per essere letale. Nerve, fondato sul binomio giocatore/spettatore, trae ispirazione dalle lotte tra i gladiatori dell’antica Roma, dove i ricchi nobili stavano a guardare e i poveri schiavi si scontravano in una guerra all’ultimo sangue.

È a questo gioco online, illecito e malato, chiamato appunto Nerve, che Vee (Emma Roberts), studentessa e figlia modello, decide di iscriversi come giocatore per dimostrare all’amica Sydney di essere pronta a correre dei rischi. Questo social game la porrà di fronte a sfide con premi in denaro che la porteranno prima a baciare Ian (Dave Franco), un altro giocatore affascinante e spericolato, e poi a diventare la sua compagna nelle prove successive.

La profonda complicità che nasce da subito tra i due, spingerà Vee ad accettare sfide sempre più estreme e spericolate risucchiandola in qualcosa di oscuro che non avrebbe mai nemmeno immaginato. Quando finalmente si renderà conto del guaio in cui è capitata, cercherà di tirarsene fuori avvertendo la polizia. La verità ha però un prezzo e la prima regola di Nerve è proprio non parlare di Nerve. Solo rischiando la propria vita potrà fermare questo stupido gioco.

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Il film, nonostante la trama prenda ispirazione da storie come Hunger Games e da ciò che ho sopra citato, è davvero ricco di spunti di riflessione. Il suo essere così esplicito, diretto e soprattutto attuale mette il pubblico di fronte al più pericoloso tumore della società moderna: il bisogno di essere accettati. Gli uomini, ma soprattutto i giovani, sono esseri sociali che vivono nell’incessante bisogno di stare con gli altri e di essere apprezzati.

È questo che spinge i protagonisti a iscriversi a Nerve: diventare popolari, piacere ai coetanei ed essere accettati dalla massa. I ragazzi di oggi sono pronti a tutto per trovare amici, persino a spendere soldi che non hanno o ad accettare sfide che potrebbero nuocere alla loro incolumità. Sull’altra faccia della medaglia che Nerve ci descrive ci sono invece i codardi: coloro che hanno paura di accettare le sfide e che riescono a parlare solo in forma anonima, nascondendosi dietro ad uno schermo da cui si sentono i padroni del mondo.

Nonostante i personaggi siano più che altro delle bozze senza una vera e propria profondità psicologica, Emma Roberts e Dave Franco sono comunque riusciti a fare un buon lavoro interpretando le loro parti senza infamia e senza lode. Anche i costumi non hanno niente di speciale e i registi, Ariel Schulman ed Henry Joost, hanno rielaborato la storia in maniera completamente diversa dal libro creando una trama tra il già visto e il predicatorio.

Nonostante Nerve sia quindi uno di quei film che non s’accontentano dell’intrattenimento, ma che vogliono lanciare moniti morali, resta purtroppo molto in superficie puntando più sullo stile adrenalinico che sulla trama vera e propria.

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Sono Laura Montagnani, classe 1997, e sono laureata in Marketing e Comunicazione alla Bocconi di Milano. Appassionata di cinema, divoratrice di libri, cittadina del mondo ... alla ricerca del mio posto nel mondo.