Life Sentence – TOP o FLOP?

Life sentence-recensione-serie tv

    • Titolo: Life Sentence
    • Paese: Stati Uniti d’America
    • Anno: 2018
    • Genere: commedia drammatica
    • Stagioni: 1
    • Episodi: 13
    • Durata: 41 minuti (a episodio)
    • Lingua originale: inglese
    • Produttori: Erin Cardillo e Richard Keith
    • Attori: Lucy Hale, Elliot Knight, Dylan Walsh, Gillian Vigman, Jayson Blair, Brooke Lyons, Carlos PenaVega
-Trama:
Stella Abbott, dopo aver combattuto per anni, senza successo, contro un cancro terminale, decide di abbandonare la sua stanza d’ospedale e di vivere la sua vita, o almeno il tempo che le resta, al massimo delle sue possibilità. Dopo 8 anni in giro per il mondo incontra Wes, un bellissimo ragazzo britannico, nel cuore della romantica Parigi. I due si innamorano e dopo pochi mesi dal loro primo incontro decidono di sposarsi. Tuttavia, quando tornano in America dai genitori della ragazza, Stella scopre di essere miracolosamente guarita. All’euforia iniziale segue la paura e l’ansia per un futuro che non credeva di poter avere. Si troverà a dover imparare a convivere con tutte le scelte impulsive che aveva fatto quando credeva di morire e dovrà affrontare le bugie che, fino a quel momento, le erano state dette per proteggerla dal mondo reale.


-Recensione:
Devo dire che per quanto la trama, a prima vista, possa sembrare allettante, la serie in realtà non è un granché. Fatta eccezione per Lucy Hale, che rispetto alla sua noiosa interpretazione di Aria in Pretty Little Liars, ha qui dato prova di essere una buona attrice, il resto è piuttosto deludente. La storia di questo dramma romantico non riesce a decollare. Rimane semplicemente piatta, monotona. Non succede niente di eclatante e questo è il motivo per cui non ha ottenuto sufficienti ascolti da poter produrre una seconda stagione.

Ciò ha evidentemente spiazzato i produttori, convinti probabilmente che la presenza di Lucy Hale avrebbe portato il numero di telespettatori alle stelle. Il terribile finale, per così dire “a metà”, è sicuramente sintomatico proprio di questa delusione. La storia si sviluppa lentamente seguendo una certa linea di pensiero fino ad arrivare ad un finale che spiazza lo spettatore. Mi è dispiaciuto molto vedere la serie terminare in un modo così brusco perché, ciò che è successo nell’ultimo episodio, sarebbe stato un bel punto di svolta per l’intera stagione. Da quel momento le cose si sarebbero potute fare davvero interessanti e invece puff… tutto finito.

È un vero peccato pensare a come sia stata mal sviluppata la trama perché l’idea di fondo era davvero originale! Tutti conosciamo la classica storia di chi scopre di avere un cancro e deve lottare per sopravvivere ma la storia di chi ce l’ha fatta davvero non era mai stata scritta. A parte questo, devo dire che ci sono diversi personaggi interessanti. Il fratello di Stella, l’eterno bambino, è sicuramente il mio preferito. Anche la sorella e il padre sono dei bei personaggi, al contrario della madre che è invece terribilmente noiosa e poco realistica.

Wes invece è meraviglioso: Elliot Knight, oltre ad essere oggettivamente un gran figo, è stato anche molto credibile e ha fatto si che tutti tifassero per la sua storia d’amore con Stella sin dal primo episodio. Peccato però che nessuno di questi personaggi abbia un’evoluzione durante l’intera serie. Restano sempre gli stessi e non imparano niente dai propri errori. Sicuramente l’escamotage più riuscito per mantenere gli spettatori incollati allo schermo è quello del triangolo amoroso (che non vi spoilero tranquilli). A livello tecnico devo dire che questa serie non ha grandi difetti. Si potrebbe definire “senza infamia e senza lode” anche se devo ammettere che il make-up è perfetto.


-Curiosità:
Galeotto fu il set di Life Sentence? Così pare, dato che Lucy Hale e Elliot Knight (Merlino in Once Upon A Time) sembrano essersi innamorati proprio durante le riprese.

-Per vederla (in inglese con sottotitoli in italiano): QUI

Sono Laura Montagnani, classe 1997, e sono laureata in Marketing e Comunicazione alla Bocconi di Milano. Appassionata di cinema, divoratrice di libri, cittadina del mondo ... alla ricerca del mio posto nel mondo.